Esperienze e competenze

Offriamo servizi coerenti alle tematiche a noi ben note

ENERGIA / AMBIENTE

Lower CO2 emissions to limit global warming and climate change. Concept with manager hand

Lo sviluppo della Green Economy e dell’economia circolare, insieme agli investimenti in tecnologie a basso impatto ambientale e agli sforzi per rendere l’economia più sostenibile, rappresenta una sfida per il sistema produttivo e formativo italiano che impatta sulle dinamiche del mondo del lavoro. La Green economy infatti non è soltanto legata alla ricerca di soluzioni a basso impatto ambientale ma è un’opportunità per rendere l’economia più sostenibile attraverso lo sviluppo di vantaggi competitivi per le imprese. Le competenze green si presentano sia come competenza tecnica specifica, sia come un orientamento personale e una propensione culturale. Non riguardano soltanto le capacità di impostare il rinnovamento tecnologico delle filiere produttive, o una maggiore efficienza energetica o idrica, ma sono valutate anche in base alla capacità di modificare i comportamenti individuali e organizzativi sugli obiettivi di ecosostenibilità in seno ai processi produttivi. 

PQ_pa_logo.JPG

SICUREZZA

Work Place Safety Concept with safety equipment and a blackboard in the background.jpg

il tema delle competenze trattato in relazione ai ruoli prevenzionistici è davvero molto ampio. 

Si pensi anche solo ai criteri (da sempre) adottati dal legislatore nel distribuire gli obblighi tra il datore di lavoro, i dirigenti e i preposti, laddove - ai sensi degli articoli 18 e 19 del D.Lgs.81/08 - sul datore di lavoro e sui dirigenti gravano gli obblighi previsti dall’articolo 18 “secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite”, così come sui preposti gravano gli obblighi previsti dall’articolo 19 che recita “secondo le loro attribuzioni e competenze”. Ovvero, distribuiti secondo ciò che “compete” loro e al contempo ciò su cui sono e devono “essere competenti”. Si pensi poi alla delega di funzioni conferita dal datore di lavoro, che annovera tra i propri “limiti” e le proprie  “condizioni” la circostanza “che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate” (art.16 c.1 lett. b D.Lgs.81/08) e che ha l’attitudine, ove utilizzata come strumento organizzativo, di ridefinire le aree di competenza finalizzate al governo del rischio. In sostanza, “ruoli, competenze e poteri segnano le diverse sfere di responsabilità gestionale ed al contempo definiscono la concreta conformazione, la latitudine delle posizioni di garanzia, la sfera di rischio che deve essere governata.” (Cass. Pen., Sez. Un., 18.9.2014 n.38343 - caso THYSSEN)

FORMAZIONE

Riunione privata

La formazione alla sicurezza per essere considerata tale e differenziarsi dalla semplice informazione, deve tradursi in un cambiamento stabile dei comportamenti e degli atteggiamenti, altrimenti non si può neanche lontanamente parlare di formazione.

La valutazione di un intervento formativo, pertanto, non può certo limitarsi a verificare il numero di risposte corrette su un questionario somministrato a fine corso ma deve andare a verificare, soprattutto, se quanto appreso al corso è stato realmente trasferito al lavoro e se ci sono state delle ricadute sull’organizzazione. Non dobbiamo mai dimenticare, ad esempio, che qualunque attrezzatura di lavoro o impianto si costruisce e funziona con e per mezzo degli individui; essa è inerte fino a quando non interviene l’individuo. Se questi è realmente competente e sufficientemente motivato e formato, allora i risultati del suo intervento non potranno che essere positivi. 

La formazione EFFICACE cambia  un comportamento imposto e quasi sempre non condiviso, in uno pienamente accettato, in quanto la sicurezza diventa parte integrante della propria esperienza lavorativa.